Le prime vicende storico-costruttive

La Val di Cornia, i monti di Campiglia e di Castagneto oggi, si configurano come uno spazio aperto e al tempo stesso come un'area di confine, probabilmente perchè lo sono stati per lungo tempo nell'antichità. E' molto probabile che l'area castagnetana fosse compresa nel territorio dell'Etrusca Populonia, per la quale era cospicua fonte di legname necessario alla siderurgia, attività principale dell'antico centro Etrusco. Queste terre non sfuggirono al controllo diretto dei Longobardi, che fortificarono la costa contro le invasioni e lo chiamarono il "Gualdo del re" (gualdo o wald significa in tedesco luogo selvoso e incolto), affidandolo alla custodia dei Waldemann, prefetti dei boschi e dei campi.Facendo una ricostruzione urbanistica del territorio in questa zona, vediamo che gli Etruschi evitarono di stanziarsi sulla costa, preferirendo le colline, poichè sembrava non amassero esporsi alle invasioni dal mare. Nulla esclude che gli insediamenti interni fossero però collegati con la costa, si trattava per lo più di tratti litoranei colleganti le città principali. Sono state rilevate tracce di massicciata dell'epoca, nelle fondamenta della primitiva rocca di Biserno, più nell'entroterra rispetto a San Vincenzo e tombe etrusche sono state rintracciate in molti punti, a Rimigliano, nelle vicinanze della villa dei Cavalleggeri, che per questo motivo è detta anche tomba dei Cavalleggeri.

torracciaCon l'arrivo dei romani, la situazione cambiò alquanto, dovendo quelli collegare, con una strada costiera la capitale alla Liguria e alla Gallia Narborense. I Romani, dettero prova di abitabilità del territorio interessato, costruendovi questa strada di grande comunicazione, che favorì la nascita del traffico, del commercio, del lavoro nelle miniere e del trasporto dei materiali. La via Aurelia fu costruita tra la fine del III e l'inizio del II secolo A.C., faceva parte di un piano di collegamento e di colonizzazione romana. E' certo che fin dai primi tempi della Repubblica romana, per le comunicazioni tra Roma e il nord del litorale, esistesse la "via consolare", chiamata Aurelia vecchia, fino a Montalto di Castro, e Aurelia nuova, da Montalto a Pisa. Cento anni prima della nascita di Cristo, l'Aurelia nuova fu risistemata da Emilio Scauro e prese il nome Aemilia Scauri. Il cambiamento di nome della strada da Emilia di Scauro in Aurelia è recentissimo. Nei primi decenni del secolo ottavo, i Gherardesca, che discendono dal Duca longobardo Ratcauso, vennero incaricati dal re Liutprando, della difesa del litorale toscano contro i Saraceni ed entrarono in Pisa con il titolo di "Comes" (Conti). Da allora la cronaca delle vicende storiche di questo territorio è strettamente legata a questa famiglia. Castagneto, detto "Comunità di Gherardesca" fino al secolo scorso, fu antica signoria dei Conti della Gherardesca (chiamati Conti di Donoratico fino al XIII secolo), a partire dal '900 circa. Nell'alto Medioevo Castagneto era un castello circondato da poche case. Nel 1190 Arrigo VI cede Castagneto, Bibbona, Biserno e Campiglia, sotto la quale si trovava San Vincenzo, alla repubblica Pisana per l'aiuto offertogli nella conquista dell'Italia Meridionale, riconoscendo ufficialmente la proprietà dei Gherardesca. Dal secolo XII, quando anche Castagneto cadde sotto la giurisdizione politica della Repubblica di Pisa, i Gherardesca, con il semplice titolo di "Capitani di Giustizia" poterono disporre di tutto come loro proprietà. E' in questo periodo che fu edificata la Torraccia dalla Repubblica pisana, nel 1200 circa.

 

L'edificazione della Torraccia nel contesto della Repubblica pisana e della vigilanza costiera

La Repubblica pisana aveva ricevuto all'inizio dell'XI secolo dal papa la giurisdizione della fascia costiera toscana, a condizione di assolvervi la vigilanza contro gli attacchi pirateschi e proprio a tale scopo la costa fu munita di una serie di torri di avvistamento che furaono di massima utilità per tutto il medioevo e, nel rinascimento, quando si intensificarono ncora le scorrerie fu necessario incrementare la rete delle torri anche per motivi di controllo sanitario. Numerose pestilenze venivano portate da chi arrivava dal mare e la torre fungeva spesso da raccolta e verifica delle condizioni di salute degli uomini, soldati o viaggiatori che fossero. Oggi effettuando dei piccoli scavi soprattutto nella parte un tempo ricoperta dal lago, sono stati ritrovati resti di piatti, probabilmente risalenti al XIII, XIV secolo, che testimoniano il soggiorno o il passaggio proprio in questo luogo, di uomini che venivano dal mare. Nel XIII secolo la svalutazione del denaro pisano, provocò gravi dissesti a livello economico, incise sull'esodo dei villani verso le città ed aiutò la trasformazione di molte terre della Maremma in pascoli. Si ebbero gravi ripercussioni su tutto il sistema economico e non solo a danno di grandi proprietari come i Gherardesca.insegna torraccia

Non a caso nel secolo XV il contado pisano accentuò la sua immagine pastorale. L'agricoltura era quasi inesistente e per facilitare l'incremento della popolazione, vennero concessi ampi privilegi, con donazioni di appezzamenti di terreno e di abitazioni. Nel 1345, i Gherardesca costituirono il Castello di Castagneto. Il territorio di Castagneto, la cui desolazione fu accentuata dalle guerre, dalle incursioni dei Saraceni e dalla nascita dei latifondi, non sfuggì alle movimentate vicende politico militari che caratterizzano la fine del Medio Evo. I Conti della Gherardesca furono ricevuti con tutti i loro castelli sotto il protettorato della Repubblica fiorentina nel 1405, e vennero costituiti i vicari dei Castelli di Casale, Bibbona, Bolgheri, Donoratico, Castagneto ed altri minori.

Con l'arrivo dei fiorentini iniziò una certa libertà per Castagneto e per gli altri paesi della Maremma, a cui seguirono concessioni alle varie comunità, di darsi statuti. Infatti, anche se i nuovi padroni avevano tentato di demolire i castelli e di disperderne gli abitanti, i Gherardesca, sfruttarono la non chiara distinzione tra lotte allodiali e feudali per impadronirsi di terre della comunità. 

 

Le Torri costiere: tipologie e funzioni

torracciaDistribuite lungo tutto il litorale da noi preso in considerazione, troviamo antiche torri di vigilanza alcune dalla struttura modesta, altre abbastanza complesse: si tratta di manufatti edilizi per gli avvistamenti degli arrivi dal mare, come le casette per cavalleggeri, denominate posti armati. Infatti i motivi principali per cui le torri, hanno o per lo meno avevano un marcato rapporto col territorio, sono due: la loro esclusiva presenza nei secoli passati, lunco la costa ed i rapporti di servizio tra torre e torre, mai da considerarsi isolatamente, ma in relazione alle due torri limitrofe e con la natura morfologica del territorio costiero. Nei secoli passati non essendoci i numerosi insediamenti di oggi, le torri rappresentavano l'unica presenza edilizia per la quasi totalità dell'arco costiero.

Esiste una casistica tipologica assai vasta nei vari edifici adibiti alla vigilanza costiera, che vengono appellati con diversi nomi secondo la loro consistenza dimensionale o articolazione architettonica, funzione o epoca di costruzione. A volte, la particolare tipologia delle torri può essere a pianta quadrata o rettangolare, come nel nostro caso, o addirittura circolare o poligonale. Lo sviluppo in altezza generalmente è distinto da una parte basamentale con pareti a scarpa di grandi spessori e da uno, due o tre piani soprastanti più un terrazzo di copertura. che anticamente poteva diventare una loggia con tetto a falde inclinate. La parte basamentale non aveva l'ingresso diretto all'esterno, spesso era destinata a cisterna d'acqua. L'ingresso alla torre, avveniva quasi sempre al primo piano, tramite una scala esterna in muratura munita, per ragioni di sicurezza di un ponte levatoio in legno che permetteva di scavalcare lo spazio tra la scala e la torre. I piani superiori, erano destinati all'alloggio della guarnigione di due o tre uomini. Le finestre erano generalmente piccole, appena sufficienti ad illuminare e aerare gli interni e a vigilare verso l'esterno e per questo, rivolte principalmente verso il mare, o lateralmente verso la costa. Spesso nelle vicinanze della torre, erano presenti la chiesetta, il pozzo, e cisterne per l'approvvigionamento d'acqua. 

 

La Torraccia: identificazione architettonica

La Torraccia, visto che da una parte si affacciava sul lago, e dal lato ovest sul mare, aveva uno stretto rapporto con entrambi. Assunse per questo una forma del tutto particolare alla base, una specie di ponte con fornice aperto ad arco a tutto sesto e imposta ribassata. Oggi, del fornice non leggiamo quasi niente. cartinaUn elemento importante che permetteva una diretta sorveglianza sul canale è stato totalmente interrato a seguito della ristrutturazione della strada sul lato mare, avvenuta negli anni '60, mentre ad est, è ancora leggibile, là, dove il piano di campagna è notevolmente più basso e ci ricorda l'andamento dell'alveo del canale. La Torraccia si presenta come una costruzione massiva, a pianta rettangolare in muratura mista a pietrame e mattoni, intonacata in superficie. Non è facile valutare l'altezza totale originaria della torre, a causa del parziale interramento, probabilmente era 14,50 m dal piano di posa primitivo. Al di sopra della sua base a scarpa, si eleva verticalmente con lati in pianta di circa 6,00 x 5,00 m (sul lato mare, ad ovest) e 19,5 m di altezza. Lo spessore delle murature non è uniforme: al di sopra della scarpata gli spessori murari, variano da 0,60 m a 1,20 m. La scarpa è presente su tre lati e non su quello opposto al mare. Su ciascuno dei quattro lati, ci sono piccole finestre o feritoie, di varia forma e dimensione, con strombature verso l'esterno, tutte, in origine, avevano piccole luci, adatte all'avvistamento e permettevano l'appoggio dei fucili e di altre armi da fuoco per la difesa. La sommità è caratterizzata dalla presenza di una feritoia per ciascun lato, di cui tre di queste hanno apertura verso l'esterno, e quella rivolta a sud, verso l'interno. La sommità della torre, ha subito diverse distruzioni e successive ricostruzioni nel tempo, ed è probabile, che l'orientamento delle aperture, sia stato cambiato più volte e che la copertura, fosse originariamente a capanna. La torre oggi, per il lento avanzamento della linea litoranea, conseguenza del prosciugamento del lago e delle variazioni della costa, si trova arretrata rispetto al mare, in rapporto al momento della sua edificazione. Attualmente la Torraccia o Torre Vecchia, dista circa cento metri dal mare, da dove non è facilmente visibile, a causa di un tombolo antistante, alto quattro metri sopra il livello del mare. Non ci dobbiamo dimenticare, che la Torraccia aveva un angolo di visuale positivo, ma nonostante questa nota a suo favore, cadde completamente in disuso, poichè la nuova torre che si costruì vicino a lei, avrebbe contenuto al suo interno anche un mulino da grano.